«De Al-Ándalus a Castiglia: alcune osservazioni sulla fonologia mozaraba attraverso lo studio dei mozarabismi del castigliano»


Autor Elena, Chiara

Título De Al-Ándalus a Castiglia: alcune osservazioni sulla fonologia mozaraba attraverso lo studio dei mozarabismi del castigliano

Título revista/libro Annali dell'Orientale. Sezione Romanza

Año 2021

Volumen LXIII

Fascículo 1

Páginas 219-244

Enlace http://www.serena.unina.it/index.php/aionromanza/article/view/9105/9737


Resumen
El artículo consiste en un estudio de la fonética del mozárabe basado en la evolución de palabras que se han conservado en el castellano moderno. El repertorio de lexemas se ha seleccionado del Diccionario Crítico Etimológico Castellano e Hispánico de Joan Corominas. La autora analiza la evolución de algunos rasgos fonéticos de las formas seleccionadas y llega a la conclusión de que varios fenómenos se pueden atribuir a la fonología mozárabe, ya que se diferencian sensiblemente de la que habría podido ser una normal evolución castellana. Sin embargo, el estudio no permite llegar a conclusiones definitivas, tanto por la escasez del corpus como por la variedad de los fenómenos. La autora concluye que «l’esiguità del corpus e, di conseguenza, delle testimonianze che esso fornisce per i singoli fenomeni, non permette di giungere a conclusioni certe. Tuttavia, ciò che emerge chiaramente dall’esame di queste forme è una forte disomogeneità. In particolare, per quanto riguarda l’aspetto fonologico, ogni tentativo di definire una norma generale si scontra con tutta una serie di esiti alternativi, troppo pochi per costituire una regola a loro volta, ma allo stesso tempo troppi per essere tutti spiegati come semplici casi di analogia. Molto spesso l’origine di queste «alternative» può essere rintracciata nell'incontro, da intendersi tanto come interferenza quanto come tentativo di coesistenza, di due sistemi fonologici tanto diversi come erano quello iberoromanzo e quello arabo. È chiaro che, data la posizione predominante dell’arabo e delle sue varietà dialettali, e il conseguente prestigio di cui essi godevano, l’influenza della loro fonologia abbia avuto un ruolo fondamentale, e che versioni 'arabizzate' delle parole abbiano spesso preso il sopravvento su varianti puramente romanze. Tuttavia, anche nei casi in cui l’influenza araba è più manifesta, l’irregolarità delle attestazioni mozarabe riemerge per contrastare ogni generalizzazione: non tutte le P iniziali latine passano a /b/, qualche dittongo romanzo compare nonostante l’ostilità del sistema arabo, occlusive intervocaliche sorde e sonore si alternano liberamente. Nel tentativo di scoprire e comprendere i segreti di questo pezzo di storia linguistica iberica tanto misterioso quanto affascinante, spesso si corre il rischio di tentare di ricondurre (e in un certo senso, ridurre) forzatamente a schemi e a generalizzazioni categoriche ciò che univoco non è. La variabilità, infatti, è una caratteristica intrinseca del mozarabo, e non c’è niente di più naturale in un continuum dialettale di tali proporzioni: esso è tanto esteso cronologicamente e geograficamente che è impossibile pensare di definirne delle caratteristiche uniformi e immutabili. (pp. 239-240)»

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